Lettera semiseria a chi discrimina

Sono qui per caso,
anche tu.
E questa sedia dove sono seduto, mentre ti parlo
è qui per caso.
Anche quella dove tu siedi
è qui per caso.
E se ti racconto delle storie
è perché mi sono accadute per caso,
e da questo caso sono discesi i pensieri
che hanno preso forma nelle mie parole.
Parole che ho imparato per caso,
perché per caso sono nato in questo paese
e parlo questa lingua
che anche tu hai imparato per caso,
perché anche tu, per caso,
hai potuto nascere o impararla qui.
Ed è per caso che ci siamo incontrati
e che possiamo ora parlarci.
Noi siamo un caso,
oppure, se vuoi, il caso siamo noi…
Ma, soprattutto, ti sembra che da
questo caso, che poi siamo noi,
possano nascere della discriminazioni?

–Da Scheggie — Maggio 2010
Autore: Giovanni Francesco Carpeoro

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