La fonte principale sulla vita e la figura del Battista sono i Vangeli. Essi affermano che era figlio di Zaccaria e di Elisabetta e fu generato quando i genitori erano in tarda età. La notizia, di per sé non inverosimile, è interpretabile come a sottolineare l’eccezionalità del personaggio (figli di genitori anziani furono anche Isacco, figlio di Abramo, e, secondo tradizioni tarde, la Vergine Maria). La sua nascita fu annunciata dallo stesso arcangelo Gabriele che diede l’annuncio a Maria; quando questa andò a visitare Elisabetta, il nascituro balzò di gioia nel ventre materno. Per aver conosciuto direttamente Gesù, e per averne annunciato l’arrivo ancor prima di nascere, Giovanni è ricordato come “il più grande dei profeti”. Luca lo colloca in un quadro storico ben preciso, donandoci nomi e cognomi dei protagonisti politici di quel tempo (Luca 3,1-2), riconducibile al periodo corrispondente agli anni 27 e 28 dell’era volgare, anno decimo quinto dell’imperio di Tiberio. Elisabetta allora era nel sesto mese; questo ha permesso agli agiografi di fissare la nascita di Giovanni tre mesi dopo il concepimento di Gesù, e sei mesi prima della sua nascita; e da Agostino sappiamo che la celebrazione della nascita di Giovanni al 24 giugno era antichissima nella chiesa cattolica africana: unico santo, insieme alla Vergine Maria, di cui si celebra non solo la morte (il dies natalis, cioè la nascita alla vita eterna), ma anche la nascita terrena.

Sentita la chiamata del Signore, Giovanni andò a vivere nel deserto, conducendo vita di penitenza e di preghiera, secondo la tradizione ebraica del voto di nazireato: “Giovanni portava un vestito di peli di cammello e una cintura di pelle attorno ai fianchi; il suo cibo erano locuste e miele selvatico” (Marco 1,6). Si discute tuttora sui possibili rapporti fra il Battista e la comunità giudaica degli Esseni, che vivevano in comunità monastiche nel deserto, aspettavano l’avvento del Messia e praticavano il battesimo come rito di purificazione. La novità del battesimo di Giovanni, rispetto alle abluzioni di tipo rituale che già si conoscevano nella tradizione giudaica, consiste nel preciso impegno di “conversione”, da parte di coloro che andavano a farsi battezzare da lui. Giovanni Battista annunciò più volte di riconoscere in Gesù il Messia annunciato dai profeti, ma il momento culminante è quello in cui Gesù stesso volle essere battezzato da lui nelle acque del Giordano; in quell’occasione Giovanni additò Gesù ai suoi seguaci come “l’agnello di Dio che toglie i peccati del mondo” (Giovanni 1,29). E successivamente preciserà che mentre lui battezzava i suoi seguaci con l’acqua, Gesù li avrebbe battezzati col fuoco….. Il Battista morì a causa della sua predicazione. Egli condannò pubblicamente la condotta di Erode Antipa, che conviveva con la cognata Erodiade; il re lo fece prima imprigionare, poi, per compiacere la bella figlia di Erodiade, Salomè, che aveva ballato ad un banchetto, lo fece decapitare. La morte per decapitazione ha fatto si che San Giovanni Battista sia divenuto famoso anche come San Giovanni Decollato. La celebrazione del martirio di Giovanni Battista o celebrazione di San Giovanni Decollato è fissata al 29 agosto (probabile data del ritrovamento della reliquia della testa del Battista). Molte chiese, luoghi di culto e città sono dedicate a questo santo. Secondo la tradizione della Chiesa Cattolica, il capo del Santo è ora conservato nella Chiesa di San Silvestro a Roma. La reliquia pervenne a Roma durante il pontificato di Innocenzo II (1130-1143).

Fino al 1411, la reliquia veniva portata ogni anno in processione da quattro arcivescovi. Un’altra tradizione affermava invece che la testa fosse custodita nella cattedrale d’Amiens, ma la veridicità della reliquia romana fu dimostrata da Oliviero Iozzi. Il capo custodito a Roma è senza la mandibola, conservata nella cattedrale di San Lorenzo a Viterbo. Il piatto che secondo la tradizione avrebbe accolto la testa del Battista è custodito a Genova, nel Tesoro della cattedrale di San Lorenzo, assieme alle ceneri del Santo. Un dito, donato dall’Antipapa Giovanni XXIII, sarebbe conservato nel Museo dell’Opera del Duomo di Firenze, in quanto corredo della Cattedrale. Altre reliquie sarebbero conservate a Damasco, nella Moschea degli Omayyadi.

Moltissimi sono anche i patronati, di cui ricordiamo i più importanti: Per via dell’abito di pelle di cammello, che si cuciva da sé e della cintura, è patrono di sarti, pellicciai, conciatori di pelli. Per l’agnello, dei cardatori di lana. Per il banchetto di Erode che fu causa della sua morte, è patrono degli albergatori. Per la spada del supplizio, di fabbricanti di coltelli, spade, forbici. Come abbiamo avuto modo di vedere in uno dei nostri precedenti incontri l’inno dei gregoriani in suo onore diede a Guido D’Arezzo lo spunto per i nomi delle note musicali: ut re mi fa sol la si, ed è quindi patrono dei cantori. Come battezzatore è patrono dei trovatelli, che venivano abbandonati alle porte dei battisteri. È patrono dell’Ordine di Malta. San Giovanni Decollato è il protettore di tutte le Anime Decollate e quindi di molte confraternite che assistevano i condannati a morte. Attributo principale nell’iconografia è un lungo bastone da viandante sormontato da una piccola croce, con la scritta “Ecce agnus Dei” (Ecco l’Agnello di Dio); è vestito con l’abito di pelle di cammello, a cui a volte si aggiunge il mantello rosso, segno del martirio vedi ad esempio dipinto San Giovanni Battista, El Greco 1594-1603, olio su tela, Young Memorial Museum, San Francisco. (40)

Il Battista è rappresentato in tutti i momenti della sua vita, fin da quando, ancora nel ventre della madre, sussulta all’arrivo di Maria incinta di Gesù. È spesso rappresentata la sua nascita, e gli artisti indugiano sul delicato particolare di Zaccaria, che, reso muto dall’angelo per la sua incredulità, scrive su un libro il nome del neonato, scena nota come “Imposizione del nome del Battista”. Spesso è rappresentato bambino, già vestito con una pelle di cammello, in compagnia di Gesù e altri personaggi delle due famiglie. La raffigurazione più frequente è ovviamente la scena del battesimo di Gesù nel Giordano, ma anche in gruppi relativi alla Sacra Famiglia, con Gesù bambino e la Madonna dove viene chiamato come San Giovannino vedi figura Particolare di Sacra Famiglia con San Giovannino di Giovan Battista Benvenuti detto l’Ortolano.(41) È infine rappresentato nel momento del martirio, o subito dopo, quando la sua testa è presentata a Erode, Erodiade e Salomé. La croce, con l’abito in pelle d’agnello, il cartiglio e la ciotola d’acqua, sono simboli iconografici di San Giovanni Battista, come, ad esempio, vedi figura, nella sua raffigurazione giovanile di Andrea Del Sarto. (42) Ma la raffigurazione più importante è quella di Leonardo da Vinci che vi invito ad esaminare, nella figura allegata, con la dovuta attenzione. (43)

Si tratta del San Giovanni Battista, 1513-1516 circa, olio su tavola; conservato a Parigi, presso il Louvre. In questa figura, come in altre di Leonardo – il Bacco, l’angelo della Vergine delle rocce e la stessa Gioconda – è rappresentato l’ideale di bellezza ambigua e androgina. Il san Giovanni, con la sua splendida capigliatura di riccioli, emerge dall’ombra con il suo sguardo torbido e inquietante, a indicare con il dito rivolto verso l’alto e in piena luce la croce sulla quale Cristo sarà sacrificato. Si tratta di un’opera delicatissima trattata con una tonalità quasi monocromatica, che colpisce per la sua forte carica sensuale. Rimase nelle collezioni reali francesi, ma nel Seicento fu ceduto al re d’Inghilterra in cambio di altri quadri. Tornò in Francia acquistato dal cardinale Mazzarino.

Figura 40

Figura 41

Figura 42

Figura 43
–Articolo di Giovanni Francesco Carpeoro
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