“Labirinti”, dell’amico Giovanni Francesco Carpeoro, è uno dei libri che hanno accompagnato la mia estate. Mentre preparavo le mie borse da viaggio, ho infilato abbastanza velocemente qualche titolo tra quelli che mi ripromettevo di leggere in questo periodo. Una pila di testi accuratamente selezionati da cui, alla fine, ho scelto affidandomi al caso.

Ed infatti, questo “thriller alchemico-esoterico”, come lo definisce il suo autore stesso, è il secondo capitolo della parabolica e avventurosa vita di Giulio Cortesi. La ragione avrebbe dovuto suggerirmi di iniziare dal principio, con “Il volo del Pellicano”, invece…

Ma veniamo al libro: thriller, secondo il mio modesto parere, non è una qualifica che gli rende onore. Le atmosfere di questo romanzo sotto forma di diario, infatti, sono molto più morbide e di classe. Pur tenendo alta l’attenzione del lettore, in poche parole, il ritmo e l’incalzare della narrazione procedono sempre come una carezza. Almeno questa è stata la mia impressione.
Cortesi, il protagonista, è attorniato da personaggi emblematici, di ispirazione chiaramente autobiografica, che lo aiutano a compiere il suo destino: quello di scoprire la sua vera natura. Una natura, a dir la verità, che spero di comprendere meglio nel terzo capitolo di questa saga.

Ad ogni modo c’è di mezzo un delitto. Un fatto di sangue che in modo incidentale porterà il nostro improvvisato investigatore ad intrecciare il suo destino con quello di una famiglia che affonda le sue radici nel simbolismo e nell’esoterismo. Radici che narrano della stirpe di David e di come la vita debba essere lieve come le piume del Pellicano, solida come la Croce di nostro Signore e penetrante come la Rosa ispirata all’antica saggezza.

Sullo sfondo c’è una Milano moderna e, soprattutto, la grande competenza culinaria dell’autore. Sì perché Carpeoro deve essere un cuoco provetto oltre ad un cultore dei ristoranti d’eccellenza nel capoluogo lombardo. Tra una svolta e l’altra, infatti, si possono leggere ricette provenienti da mezza Italia e consacrazioni di piatti tipici in via d’estinzione.

Circa 400 pagine che si potrebbero leggere in un paio di giorni, incalzati dalla voglia di capire e conoscere. Io le ho lette in un mese. Molto spesso, al termine di una pagina, levavo gli occhi al cielo per fermarmi a pensare. Altre volte non resistevo alla tentazione di fermarmi e iniziare una ricerca approfondita con l’aiuto di internet. Tanti, tantissimi gli argomenti toccati.
Una lettura assolutamente consigliata.

Maurizio Decollanz
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