DA HERA N.125, GIUGNO 2010

• Commento alla Back Cover: IL SECRETO

La particolarità di questo studio sulla vicenda stori¬ca del Re dei Goti è, principalmente, nell’approc¬cio interpretativo. Premesso che la leggenda, poi resa let¬teraria dalla lirica di Von Platen e dalla virtuosistica ver¬sione italiana del Carducci, ha indirizzato uni¬camente le ipotesi sulla sepoltura del monarca Goto nel¬le prossimità del fiume Busento, da nessuna parte invece era desumibile che la ricerca dovesse essere effettuata sempre nella stessa area, cioè sulla riva sinistra. A tale proposito la prima domanda da porsi è il perché della direzione a senso unico della ricerca. Io ritengo di aver trovato la risposta nella forza del luogo comune, del¬la falsa immagine che diventa archetipo condizionante tutte le successive proiezioni di un problema. In questo caso l’archetipo-luogo comune è che Alarico fosse un re Barbaro e che tra i Goti e i Romani vi fosse la stessa di¬stanza culturale, politica e sociale che c’era con le popo¬lazioni di cui alle altre invasioni. E invece questa ricostruzione è ormai comunemente ritenuta non corretta.
Tra i Goti, o almeno una parte di essi, si era creata una formidabile osmosi, anche religiosa, che aveva condotto alla figura di Alarico, cives romanus e governatore dell’Illiria, e che condurrà in seguito alla figura di Galla Placidia, adorata regina dei Goti e Imperatrice dei Romani, per confluire infine, tramite una pronipote di Galla che lo sposerà, alla figura di Teodorico, re dei Goti e Imperato¬re. Su tale presupposto, poiché la riva sinistra del Busen¬to si è rivelata, in effetti, ricca di reperti della civiltà pa¬gana, come ad esempio il bellissimo Ninfeo di Vadue, tutti quanti hanno cercato in quel sito la sepoltura del mi¬tico Alarico. Invece, il Focus ha esposto la dimo¬strazione che l’altra riva del Busento, quella mai toccata dalle ricerche, era la riva cristiana, perché ospitava la Chiesa di San Pancrazio, una delle più antiche chie¬se protocristiane, oggi perduta alla nostra conoscenza. Di seguito Ivan Minella ha esaminato i documenti cartogra¬fici ufficiali, dando concretezza all’ipotesi di due zone ove cercare quell’antica chiesa. Da qui la lo¬gica domanda: premesso che la tomba di Alarico debba essere, coerentemente con la tradizione, ricercata nell’a¬rea solcata dal Busento, perché non dovrebbe essere cer¬cata nella cripta di una chiesa cristiana, come si conver¬rebbe a un Re Cristiano? C’è anche la possibilità, a dire il vero, che la leggenda non ci indirizzi sulla giusta stra¬da e che Alarico sia sepolto altrove e sotto questo profi¬lo, visto che siamo tutti amici del dubbio e della verità, anche la teoria di Vincenzo Dellaere, che prende in considerazione l’ipotesi che la sepoltura sia da collocar¬si sulle rive del Mar Ionio, dalle parti di un luogo incan¬tevole come Roseto Caposculico, è da leggere attentamente.
Come da leggere attentamente saranno nei pros¬simi mesi, per me e per la nostra Sabina Marineo, la poe-sia di Van Platen e la versione di Carducci, non più nel¬la chiave di trarne delle indicazioni dirette ed esplicite ma col sospetto del depistaggio di un mes¬saggio occulto e cifrato… Anche se io rimango convinto che le sorprese più eclatanti verranno fuori, nei prossimi mesi, dalla riva destra del Busento, la riva cristiana. E come nel disegno tratto da una stampa dell’Atalanta Fugiens di Michele Maier, colorato da me e modificato ed elaborato da Lidia Meriggi, un Re Cristiano affiorerà dalla sua sepoltura, ai piedi di una piccola ed antica Chiesa… a vista, al di là del fiume, antichi ruderi paga¬ni. Vedrete che sarà così…

Advertisements