Presentazione del Movimento del Simbolismo

Sognatori, visionari, mistici, nuovi neoplatonici, drogati, precursori degli stati di alterazione degli anni 70 e della pop art? Sono stati definiti in tutti questi modi ed ancora in tanti altri quegli strani pittori che, dalla seconda metà dell’800 agli albori del secolo successivo, hanno dipinto capolavori fuori da normale, lungo un percorso che tornava indietro, dall’allegoria – allusione figurata e figurativa ad un messaggio tradizionale, ma non iniziatico – nuovamente al simbolo – tramite quindi un linguaggio ermetico, questo si, iniziatico. La ricerca del Nascosto, anzi il Manifesto del Nascosto. In fin dei conti la definizione del proprio credo artistico che ci ha offerto Odilon Redon, uno degli antesignani del movimento, è valida per definire tutta questa corrente artistica:

Tutta la mia originalità sta nel dare vita ad esseri inverosimili secondo le leggi della verosimiglianza, la logica del visibile al servizio di tutto ciò che è invisibile. Ciò comporta come una indagine metafisica: tentare di penetrare nella natura occulta degli esseri e delle cose.

D’altro canto, il critico d’arte Gustave Kahn (1859-1936), poeta, che ebbe un ruolo importante nell’ambito del movimento simbolista e fu collaboratore di numerose riviste (di alcune delle quali fu fondatore), il 28 settembre del 1886, sulla rivista “L’Evénement” dettò il vero scopo del movimento:

oggettivizzare il soggettivo piuttosto che soggettivizzare l’oggettivo.

Agli albori del successivo scontro frontale sull’interpretazione dei simboli, tra l’approccio psicanalitico di C.G.Yung ed il suo mondo dell’inconscio collettivo formato dagli archetipi, ed i Tradizionalisti, come Guenon, con i loro linguaggi atavici e primordiali, ricordo di una età dell’oro mai più ritrovata, i pittori di questa corrente hanno anticipato il ‘900, dal surrealismo fino all’astrattismo, o hanno riproposto il ‘500 e l’ermetismo di Giorgione? Ma erano molto attenti, questi simbolisti della seconda metà dell’800, a quello che stava per accadere intorno a loro. Basta sentire cosa ha affermato, forse il più grande protagonista del movimento, Paul Gaughin in un’intervista apparsa sull’Echo de Paris il 13 maggio 1895 che si legge nella traduzione e pubblicazione “Scritti di un selvaggio” a cura di M.Bruno, Parma, 1988.

…Ed ogni particolare nella mia opera è calcolato e meditato a lungo. E’ musica se volete! In accordo di linee e colori, col pretesto di un soggetto qualsiasi legato alla vita ed alla natura, raggiungo armonie e sinfonie che non hanno niente di reale nel senso comune del termine, che non esprimono alcun pensiero immediato, ma sanno stimolare come solo la musica può fare, senza l’aiuto di particolari idee o immagini, soltanto attraverso le segrete affinità del nostro cervello con questi accordi di colori e di linee…… La natura! La verità! Non la trovate certo più in Rembrandt che in Raffaello, in Botticelli che in Bouguereau. Volete sapere quale sarà il massimo della verità? La fotografia, quando saprà riprodurre i colori e non dovremo aspettare molto. E vorreste che un uomo intelligente fatichi per mesi interi per dare l’illusione di un risultato simile a quello di una piccola ingegnosa macchinetta? Questo vale anche per la scultura; è possibile imitare la natura in modelli perfetti, un abile modellatore è sempre in grado di imitare una scultura di Falguiére!

Ecco scritta a fine secolo una concreta anticipazione delle linee artistiche degli anni a venire, il Surrealismo e l’Astrattismo.

Immagini sui Simbolisti

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